DANZA CLASSICA PERSIANA

La Danza di Corte dell'Iran estratto dall'articolo “Amore d'Unione e Amore di Separazione:  mistica e sensualitร  nella Danza di Corte dell'Iran” di Marialuisa Sales - Rivista “I Dioscuri”, n. 2, Aprile - Giugno 2011  (Copyright dell’Autrice, vietata la riproduzione totale o parziale del testo senza esplicita autorizzazione richiedendola a orchestes@gmail.com - L'articolo รจ privo delle note del testo originale.)  Prima di trattare della “Danza Classica dell’Iran”, occorre sottolineare il fatto, spesso non a tutti evidente, che l’Iran รจ linguisticamente, culturalmente ed etnicamente distinto dai suoi vicini arabi; anche nell’ambito della danza, le similitudini dello stile persiano vanno quindi ricercate tra le popolazioni non arabe dell’area centro-asiatica. Quando ci riferiamo alla Danza Classica dell’Iran intendiamo una stilizzazione artistica di elementi propriamente persiani che, nelle coreografie piรน moderne, assimila spunti coreutici dall’Azerbaijan, dall’Armenia, dal Tagikistan, dall’Afghanistan e dall’Uzbekistan.  Fondamenti coreutici della Danza Classica dell’Iran Gli studiosi tendono concordemente ad identificare l’origine coreutica di questo stile nella raqs-e tehrani (“danza di Tehran”) cioรจ nell’improvvisazione solista nell’ambito di contesti privati (majlesi), contraddistinta da un ruolo preminente della gestualitร  aggraziata e della mimica espressiva, mentre la parte inferiore del corpo svolge un ruolo teatrale di secondo piano e di mero supporto. Questo “improvised solo” รจ d’altronde la versione iraniana dell’esibizione femminile solista che troviamo quale aspetto comune tra le popolazioni armene, turco-anatoliche, uzbeke, tagiche ed uighur, sino a giungere al Mediterraneo Orientale ed ai Balcani. La Danza Classica dell’Iran รจ quindi la stilizzazione artistica e la teatralizzazione di elementi presenti nella raqs-e tehrani. Benchรฉ essa non abbia subito una codificazione rigida, analoga a quella del balletto occidentale o alla Danza Classica Indiana, essa ha tuttavia dei limiti di stile, attitudini mimiche ed interpretazioni musicali che sono ben chiari alle interpreti, limiti oltre i quali non si puรฒ piรน parlare di Danza Classica dell’Iran.  Brevi cenni storici Furono soprattutto le dinastie dei Safavidi (1501-1732) e dei Qajar (1779-1924) a sviluppare una tradizione di danza di corte cui oggi si ispira la Danza Classica dell’Iran:  “Le piรน belle donne in Persia si dedicano alla danza (…) la squisita simmetria delle forme, la loro apparente agitazione e la licenziositร  dei loro versi costituiscono incentivi molteplici ad una passione che – per essere contenuta – abbisogna di piรน filosofia rispetto a quanta in genere ne posseggano i Persiani.” (E. S. Waring , “A Tour to Sheeraz”, Londra, 1807, p. 55)  La Danza Classica dell’Iran sembrรฒ condividere con la danza indiana una degenerazione storica che vide queste forme coreutiche associate all’attivitร  di prostituzione; la danza professionale riguadagnรฒ lustro e rispettabilitร  solo con la nuova corte costituita in seguito al matrimonio tra lo Shah Mohammad Reza Pahlevi e Soraya. A partire da quel periodo si sviluppรฒ una professionalizzazione che consentรฌ la formazione di vere e proprie compagnie. In seguito alla rivoluzione del 1979, questo processo di riqualificazione della danza e delle arti ad essa connesse subรฌ un brusco arresto, al punto che oggi la danza iraniana รจ prevalentemente una danza della diaspora, coltivata non piรน in patria ma nei paesi occidentali in cui siano presenti ed attive comunitร  di esuli iraniani.  L’arte del Bazm Per tradizione orale alcune esibizioni piรน raffinate e specifiche venivano inserite nella parte conclusiva del “concerto privato” chiamato Bazm. Quest’ultimo rappresenta un contesto artistico sovente di difficile comprensione per un occidentale. Spesso tradotto come “home entertainment” , il Bazm era un vero e proprio concerto mistico con una propria ritualitร  ed uno specifico obiettivo spirituale; tale sacralitร  del Bazm era implicitamente rispettata dal pubblico e dai musicisti stessi. Connesso a questa esecuzione รจ infatti il concetto di hal, cioรจ “stato spirituale ” che trascende la coscienza ordinaria, veicolo che ha per obiettivo la condizione di purezza e semplicitร  spirituale perseguita dal concerto mistico. In tal senso la danza, che interveniva nella sezione finale, su una precisa esecuzione musicale chiamata reng (generalmente in 6/8, dall’hindi ranga bhumi, il “luogo della danza”), aveva una funzione catartica e di “riportare a terra” le energie del gruppo. Da ciรฒ nasce l’idea della danzatrice quale mediatrice tra il Cielo e la Terra, la cui esibizione, sempre per tradizione orale, รจ soggetta a limiti imposti proprio dalla peculiaritร  del contesto. Poteva ad esempio esprimere tutti i sentimenti, con l’eccezione della sorpresa e della rabbia, ma non doveva assolutamente assumere un’aria seduttiva o lasciva, nรฉ eseguire gesti bruschi e repentini, e doveva inoltre contenere le forme di virtuosismo. Tutti questi sono esempi di parametri che forse oggi troveremmo molto limitanti, ingiustificati o bizzarri, ma che avevano una loro logica sottile data la peculiaritร  del contesto. Ci troviamo quindi non nell’ambito di una danza liturgica, la cui funzione ci รจ di piรน facile identificazione (come nel caso della Danza Classica Indiana) ma di una danza che prescinde dall’intento di veicolare contenuti relativi a miti religiosi per farsi interprete di una spiritualitร  che attiene allo stato dell’essere e non a quello del credere. Ricordiamo infatti come nell’Islam la ritualitร  sia immediatamente incantatoria e si volga all’incondizionato senza passare attraverso una fase di meditazione su una forma fisica o mentale. La stessa esecuzione del sama’ sufi รจ infatti una danza sacra che non รจ concepita per le cerimonie del tempio e che anzi ricorda all’uomo come l’unico vero Tempio sia quello del Cuore.  L’evoluzione attuale della Danza Classica dell’Iran Gli interpreti attuali sono generalmente concordi nel collocare la Danza Classica dell’Iran in una evoluzione che riconduca questa forma artistica ad un’unicitร  estetica ed espressiva comune alle arti della musica, della poesia, della calligrafia e della miniatura, evoluzione in parte interrotta da molteplici vicende storiche. Numerose compagnie operanti soprattutto negli Stati Uniti, ove maggiore รจ la concentrazione di migranti iraniani, allestiscono spettacoli teatrali utilizzando quest’arte come tematica principale, talvolta con ottimi risultati e talvolta tradendone lo spirito interiore ed intimistico, creando uno stile fortemente influenzato dal nostro balletto classico o dalla danza contemporanea occidentale che, a memoria storica, sono basate su principi profondamente diversi da quelli propri alla Danza Classica dell’Iran. Qualora se ne voglia salvaguardare l’autenticitร , va fatto rilevare che la mimica raffinata e poetica, i gesti sottili, l’interazione costante con il pubblico e l’origine intimistica delle rappresentazioni rendono la Danza Classica dell’Iran inadatta ai moderni contesti teatrali. Questa danza fu creata e crebbe nelle corti principesche, nelle case private e fiorรฌ nelle case da tรจ, tutti contesti incomparabili con i grandi spazi scenici a cui ci ha abituato il teatro moderno. La preminenza dello “stato” e dell’espressivitร  rispetto al movimento e al dinamismo fisico andrebbe indubbiamente persa dalla decima fila in poi di un nostro teatro all’italiana. Ciรฒ rende la Danza Classica dell’Iran un gioiello unico e un po’ elitario in un’epoca di massificazione e di evoluzione “circense”, spettacolare e “fisica” della danza. Questa espressione coreutica รจ, e rimane, un’esplorazione ed un’educazione ai molteplici aspetti dell’Amore d’Unione e di Separazione espressi dalla musica persiana, cosรฌ come da tutte le altre arti di questa millenaria cultura.

La Danza di Corte dell'Iran
estratto dall'articolo
Amore d'Unione e Amore di Separazione: 
mistica e sensualitร  nella Danza di Corte dell'Iran
di Marialuisa Sales - Rivista “I Dioscuri”, n. 2, Aprile - Giugno 2011

(Copyright dell’Autrice, vietata la riproduzione totale o parziale del testo senza esplicita autorizzazione richiedendola a orchestes@gmail.com - L'articolo รจ privo delle note del testo originale.)

Prima di trattare della “Danza Classica dell’Iran”, occorre sottolineare il fatto, spesso non a tutti evidente, che l’Iran รจ linguisticamente, culturalmente ed etnicamente distinto dai suoi vicini arabi; anche nell’ambito della danza, le similitudini dello stile persiano vanno quindi ricercate tra le popolazioni non arabe dell’area centro-asiatica. Quando ci riferiamo alla Danza Classica dell’Iran intendiamo una stilizzazione artistica di elementi propriamente persiani che, nelle coreografie piรน moderne, assimila spunti coreutici dall’Azerbaijan, dall’Armenia, dal Tagikistan, dall’Afghanistan e dall’Uzbekistan.

Fondamenti coreutici della Danza Classica dell’Iran
Gli studiosi tendono concordemente ad identificare l’origine coreutica di questo stile nella raqs-e tehrani (“danza di Tehran”) cioรจ nell’improvvisazione solista nell’ambito di contesti privati (majlesi), contraddistinta da un ruolo preminente della gestualitร  aggraziata e della mimica espressiva, mentre la parte inferiore del corpo svolge un ruolo teatrale di secondo piano e di mero supporto. Questo “improvised solo” รจ d’altronde la versione iraniana dell’esibizione femminile solista che troviamo quale aspetto comune tra le popolazioni armene, turco-anatoliche, uzbeke, tagiche ed uighur, sino a giungere al Mediterraneo Orientale ed ai Balcani.
La Danza Classica dell’Iran รจ quindi la stilizzazione artistica e la teatralizzazione di elementi presenti nella raqs-e tehrani. Benchรฉ essa non abbia subito una codificazione rigida, analoga a quella del balletto occidentale o alla Danza Classica Indiana, essa ha tuttavia dei limiti di stile, attitudini mimiche ed interpretazioni musicali che sono ben chiari alle interpreti, limiti oltre i quali non si puรฒ piรน parlare di Danza Classica dell’Iran.

Brevi cenni storici
Furono soprattutto le dinastie dei Safavidi (1501-1732) e dei Qajar (1779-1924) a sviluppare una tradizione di danza di corte cui oggi si ispira la Danza Classica dell’Iran:

Le piรน belle donne in Persia si dedicano alla danza (…) la squisita simmetria delle forme, la loro apparente agitazione e la licenziositร  dei loro versi costituiscono incentivi molteplici ad una passione che – per essere contenuta – abbisogna di piรน filosofia rispetto a quanta in genere ne posseggano i Persiani.
(E. S. Waring , “A Tour to Sheeraz”, Londra, 1807, p. 55)

La Danza Classica dell’Iran sembrรฒ condividere con la danza indiana una degenerazione storica che vide queste forme coreutiche associate all’attivitร  di prostituzione; la danza professionale riguadagnรฒ lustro e rispettabilitร  solo con la nuova corte costituita in seguito al matrimonio tra lo Shah Mohammad Reza Pahlevi e Soraya. A partire da quel periodo si sviluppรฒ una professionalizzazione che consentรฌ la formazione di vere e proprie compagnie. In seguito alla rivoluzione del 1979, questo processo di riqualificazione della danza e delle arti ad essa connesse subรฌ un brusco arresto, al punto che oggi la danza iraniana รจ prevalentemente una danza della diaspora, coltivata non piรน in patria ma nei paesi occidentali in cui siano presenti ed attive comunitร  di esuli iraniani.

L’arte del Bazm
Per tradizione orale alcune esibizioni piรน raffinate e specifiche venivano inserite nella parte conclusiva del “concerto privato” chiamato Bazm. Quest’ultimo rappresenta un contesto artistico sovente di difficile comprensione per un occidentale. Spesso tradotto come “home entertainment” , il Bazm era un vero e proprio concerto mistico con una propria ritualitร  ed uno specifico obiettivo spirituale; tale sacralitร  del Bazm era implicitamente rispettata dal pubblico e dai musicisti stessi. Connesso a questa esecuzione รจ infatti il concetto di hal, cioรจ “stato spirituale ” che trascende la coscienza ordinaria, veicolo che ha per obiettivo la condizione di purezza e semplicitร  spirituale perseguita dal concerto mistico. In tal senso la danza, che interveniva nella sezione finale, su una precisa esecuzione musicale chiamata reng (generalmente in 6/8, dall’hindi ranga bhumi, il “luogo della danza”), aveva una funzione catartica e di “riportare a terra” le energie del gruppo.
Da ciรฒ nasce l’idea della danzatrice quale mediatrice tra il Cielo e la Terra, la cui esibizione, sempre per tradizione orale, รจ soggetta a limiti imposti proprio dalla peculiaritร  del contesto. Poteva ad esempio esprimere tutti i sentimenti, con l’eccezione della sorpresa e della rabbia, ma non doveva assolutamente assumere un’aria seduttiva o lasciva, nรฉ eseguire gesti bruschi e repentini, e doveva inoltre contenere le forme di virtuosismo. Tutti questi sono esempi di parametri che forse oggi troveremmo molto limitanti, ingiustificati o bizzarri, ma che avevano una loro logica sottile data la peculiaritร  del contesto. Ci troviamo quindi non nell’ambito di una danza liturgica, la cui funzione ci รจ di piรน facile identificazione (come nel caso della Danza Classica Indiana) ma di una danza che prescinde dall’intento di veicolare contenuti relativi a miti religiosi per farsi interprete di una spiritualitร  che attiene allo stato dell’essere e non a quello del credere. Ricordiamo infatti come nell’Islam la ritualitร  sia immediatamente incantatoria e si volga all’incondizionato senza passare attraverso una fase di meditazione su una forma fisica o mentale. La stessa esecuzione del sama’ sufi รจ infatti una danza sacra che non รจ concepita per le cerimonie del tempio e che anzi ricorda all’uomo come l’unico vero Tempio sia quello del Cuore.

L’evoluzione attuale della Danza Classica dell’Iran
Gli interpreti attuali sono generalmente concordi nel collocare la Danza Classica dell’Iran in una evoluzione che riconduca questa forma artistica ad un’unicitร  estetica ed espressiva comune alle arti della musica, della poesia, della calligrafia e della miniatura, evoluzione in parte interrotta da molteplici vicende storiche. Numerose compagnie operanti soprattutto negli Stati Uniti, ove maggiore รจ la concentrazione di migranti iraniani, allestiscono spettacoli teatrali utilizzando quest’arte come tematica principale, talvolta con ottimi risultati e talvolta tradendone lo spirito interiore ed intimistico, creando uno stile fortemente influenzato dal nostro balletto classico o dalla danza contemporanea occidentale che, a memoria storica, sono basate su principi profondamente diversi da quelli propri alla Danza Classica dell’Iran.
Qualora se ne voglia salvaguardare l’autenticitร , va fatto rilevare che la mimica raffinata e poetica, i gesti sottili, l’interazione costante con il pubblico e l’origine intimistica delle rappresentazioni rendono la Danza Classica dell’Iran inadatta ai moderni contesti teatrali. Questa danza fu creata e crebbe nelle corti principesche, nelle case private e fiorรฌ nelle case da tรจ, tutti contesti incomparabili con i grandi spazi scenici a cui ci ha abituato il teatro moderno. La preminenza dello “stato” e dell’espressivitร  rispetto al movimento e al dinamismo fisico andrebbe indubbiamente persa dalla decima fila in poi di un nostro teatro all’italiana. Ciรฒ rende la Danza Classica dell’Iran un gioiello unico e un po’ elitario in un’epoca di massificazione e di evoluzione “circense”, spettacolare e “fisica” della danza. Questa espressione coreutica รจ, e rimane, un’esplorazione ed un’educazione ai molteplici aspetti dell’Amore d’Unione e di Separazione espressi dalla musica persiana, cosรฌ come da tutte le altre arti di questa millenaria cultura.